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Attualità

FREE TIME, OCCUPAZIONE O PREOCCUPAZIONE DI TEMPO?

FOTO SINISTRA


Lo scrittore francese Marcel Proust andava "Alla ricerca del tempo perduto", a un secolo di distanza noi sembriamo andare alla ricerca del tempo libero (perduto), sfuggente e illusorio quanto il sapore della madeline. Secondo il profilo tracciato dal nuovo Osservatorio mensile Findomestic/Doxa 6 italiani su 10 non sanno cos'è il time off. Il nostro paese, contravvenendo a stereotipi e cliché, fatica a concedersi svago e relax.
Ma cos'è il tempo libero? E perché ne abbiamo sempre di meno? Dare una definizione soddisfacente è una questione piuttosto critica che ha scomodato, e continua scomodare filosofi e studiosi. Genericamente possiamo dire che è il tempo che non viene impiegato in attività lavorative o domestiche necessarie. Dare una risposta alla seconda domanda è più semplice. Abbiamo meno tempo per noi perchè i ritmi lavorativi si sono modificati, hanno superato le canoniche ore di ufficio e si sono insinuate nella vecchia "zona franca" che ci permetteva di staccare la spina. Colpa del progresso, colpa di social e devices che ci raggiungono sempre e ovunque portando in dono un carico di mail e di problemi lavorativi. La materia comunque è seria, i "Leisure studies" sono di fatto una vera e propria disciplina accademica. Vengono prese in esame tutte quelle attività che concernono il piacere inteso come divertimento, intrattenimento e benessere dell'individuo.
LA VERSIONE DI ADORNO
«Ich habe kein Hobby» io non ho nessun hobby, con queste parole il filosofo tedesco Theodor Wiesengrund Adorno, nel 1969, attacca uno dei pilastri fondamentali della società occidentale: il tempo libero. Quello che lui considera un'illusione della società industriale: un tempo non lavorativo messo a disposizione delle masse appena escono dai luoghi di lavoro. Non un successo ma un inganno, uno stand-by creato ad arte per rabbonire le classi più deboli e illuderle di non dover solo produrre. Rispetto all'ozio del mondo antico che era riservato alle classi superiori e alle loro attività intellettuali, il tempo libero moderno è una truffa, uno specchietto per le allodole che trasforma lavoratori in pausa in consumatori accondiscendenti. Un meccanismo perfetto: lavora e produci, riposa e consuma. È tempo per il divertimento, ovvero dello sviare, del distogliere dai problemi. Se il tempo libero fosse realmente ispirato all'ozio sarebbe speso nella riflessione, nella comprensione, nella coscienza. E proprio in presenza di queste tre attività che si progettano i cambiamenti, che si notano le falle, che nascono le rivoluzioni e i cambiamenti dello status quo. Ecco perché, secondo Adorno, il nostro tempo libero è un fake. Meglio sospendere la coscienza, lasciarsi intrattenere dalla lobby degli hobby e dei divertimenti in attesa che la sveglia squilli alla stessa ora il mattino seguente.
IL CASO ITALIANO
Abbandonati i pensieri filosofici per calarci nel quotidiano possiamo dire che, il quadro dipinto dalle statistiche ricalca fedelmente la situazione italiana attuale, confermando e dando spunti di riflessione sulla situazione socio-economica del paese.
MASCHI VS FEMMINE
Il tempo libero è anche -soprattutto- questione di genere. I soggetti deboli ahimè sono, anche in questo caso, le donne. Solo il 26,8% di queste riesce a ritagliarsi due ore a settimana di tempo libero e il 7,3% non trova alcun momento per sé. Il fronte maschile vede i dati ribaltarsi. Pochissimi gli uomini, circa 3,3%, che affermano di non avere tempo libero a disposizione. Le differenze oltre che quantitative sono qualitative. Ad esempio la lettura è prettamente femminile: le lettrici abituali sono il 36,9%, mentre gli uomini si fermano al 20,8%. Appannaggio delle donne è anche lo shopping (18,2% contro l'11,1% degli uomini). Sport targati al maschile lo (33% uomini e 23,8% donne) e il video-gaming (7,1% uomini e 0,9% donne). A differenza di ciò che avviene per il genere, l'età non è un fattore determinante per la scelta degli hobby. Anzi, se siamo portati a credere che giovani siano i maggiori utilizzatori di social network e internet, questo studio ci smentisce. I 55-64enni passano online molto più tempo libero di quanto non facciano i 25-34enni.
NORD VS SUD
Il divario nord-sud non si esime dal figurare in questa statistica e traspare dal modo in cui il free time viene impiegato. Analizzando gli hobby più diffusi nelle diverse aree d'Italia si evidenziano differenze. Il record di lettori spetta al Nord-Ovest con il 33,5%, al Sud la cifra si dimezza 19,5% sono gli habitué della lettura. Sempre nel meridione ...

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