Nasce Aqa, la società di Tea che gestirà il servizio idrico in quaranta comuni mantovani

Dalla fusione di Tea Acque e AqA Mantova nasce AqA, la società del Gruppo Tea che da domani sarà il gestore del servizio idrico integrato in quaranta comuni della provincia e punto di riferimento per oltre trecentomila cittadini mantovani.
La Società è stata presentata oggi alla stampa da Massimiliano Ghizzi, presidente del Gruppo Tea, Vinicio Fiorani e Giovanna Pesente, rispettivamente presidente e amministratore delegato di AqA.
"E' un progetto che parte da lontano – spiega Massimiliano Ghizzi – in cui la fusione tra le due anime idriche di Tea ha l'obiettivo di ottimizzare l'organizzazione del servizio in sé, ma anche di compiere un lungo passo in avanti nella direzione del gestore unico provinciale, di cui AqA è società veicolo come definito dagli enti competenti".

Il nuovo gestore servirà il 75% circa del territorio mantovano per i prossimi 16 anni. AqA gestirà il ciclo completo dell'acqua, dal prelievo alla depurazione. Ai 40 comuni che già fanno parte di Aqa, entro fine anno dovrebbero aggiungersi Viadana e Gazzuolo oggi gestiti da IReti. Rimarrebbero fuori i 7 comuni gestiti da Aimag, che entreranno comunque entro il 2025, scadenza per la costituzione del gestore unico, e quelli gestiti da Sicam "con la quale – è stato spiegato – sono in corso da tempo attività e confronti per arrivare al gestore unico".
Con l'arrivo di Aqa nulla cambierà in ogni caso per quelli che erano gli utenti di Tea Acque e Aqa Mantova per quanto riguarda tariffe e bollette.
"Innovazione e sostenibilità – sottolinea Vinicio Fiorani – sono i valori sui quali la nuova realtà fonda la costruzione del proprio futuro al servizio dell'acqua e che trovano concreta applicazione nelle linee di indirizzo del cospicuo piano di investimenti che, con il rinnovo della concessione, è stato raddoppiato e ammonta a 87 milioni di euro nel prossimo triennio, per superare i 300 milioni al 2037".

Gli investimenti riguardano il completamento della rete acquedottistica nei comuni che ne sono ancora privi e quindi Sabbioneta, San Benedetto Po, Pomponesco, Villimpenta e Commessaggio. In quest'ultimo l'acquedotto è in fase di realizzazione, "a da qui ci sarà un prolungamento dell'adduttrice verso Sabbioneta, si ipotizza tra il 2023 e il 2024" ha spiegato Giovanna Pesente.
Previsto poi il potenziamento del rifornimento idrico da falda, per tutti gli schemi acquedottistici in gestione e rilevanti interventi sulla rete fognaria e sui depuratori, per migliorare il trattamento, l'efficientamento energetico e il sistema di telecontrollo e di automazione con il fine di razionalizzare il numero degli impianti

"Si apre una fase nuova e stimolante per la vita della società – commenta Giovanna Pesente – in cui tutti noi che raccogliamo la straordinaria eredità che ci viene affidata da Tea Acque in particolare dovremo impegnarci per dar vita a un soggetto imprenditoriale dinamico, sensibile alle necessità del territorio e capace di sviluppare progetti innovativi per garantire una risorsa di altissima qualità, nel pieno rispetto dell'ambiente".

"AqA è attualmente partecipata al 14,08% dal socio privato ADC, il medesimo che era in Tea Acque. Al momento è una srl ma nel giro di poche settimane si trasformerà in spa, con un capitale di circa 3,7 milioni di euro, così come previsto dal Piano d'Ambito che ha previsto anche l'opzione di sottoscrizione di quote dedicata a Sicam. Come è noto, l'obiettivo è di arrivare alla costituzione di un soggetto totalmente pubblico entro il 2025 – conclude Massimiliano Ghizzi -, ma ciò potrebbe verificarsi molto prima se l'altro gestore dell'Alto mantovano deciderà di farne parte".
A tal proposito è stato spiegato che, così come previsto dal Piano d'Ambito, Sicam entrerebbe nella nuova società sottoscrivendo il 25% delle quote di Aqa. Ci sono resistenze di tipo politico? E' stato chiesto in conferenza stampa "La Conferenza dei sindaci e il Consiglio provinciale hanno espresso chiaramente la volontà del territorio di arrivare al più presto al gestore unico e di chiudere questo processo per permettere il via agli investimenti. E' logico che ci sono però delle resistenze, altrimenti saremmo già arrivati all'obiettivo" ha risposto Ghizzi.